Panta rhei

Scorre ogni cosa tra memoria e tempo
sì come un fiume in piena che nel mare,
in un tripudio, si riversa e muore.
Vanno le mie stagioni
verso un tramonto certo,
con il rimpianto d’attimi fuggenti,
tra sprazzi di colori, luci e suoni
che io vorrei fermare,
ma srotola la vita
vagando incerto per sentieri oscuri
e m’illudo che tutto torni indietro
e si fermi il sorriso,
la brace accesa del mio tempo andato,
baciato dall’amore!
Or s’ode solo l’eco del silenzio
che iberna il cuore e tace
e nulla resta più di quel calore,
della poesia che riscaldava il cuore
e di quel raggio che brillava in viso.
Or soffia un vento gelido
che come lama cieca taglia l’aria
e resta l’urlo muto senza fiato!
Così, tra i giochi assurdi delle ombre,
ti cerco, amore e afferro in volo il vuoto
mentre la morte danza a me dattorno
e sogghignando attende
ed io rincorro invano nel silenzio
un miraggio che fluttua
agli occhi miei velati dalle lacrime
e appesi al cielo ad aspettarti ancora
nel vano amplesso che mi strugge l’anima!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!