Il male dentro
Salvo Learco Angrisani
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Mi siedo, stanco,
ad una riva
dove asciugare i sogni,
stropicciati, malmessi,
come fossero fogli
di un diario strappato
in preda ai deliri dell’adolescenza.
Ed il disordine, costante,
arriva come un fiume in piena
a schiaffeggiare la mente,
deridendo ricordi di sere
annegate nell’alcool,
seduto ad un tavolino
dinanzi a una candela
spenta troppe volte.
Mi perdono, quando folle,
nel mio andare distratto,
barcollavo con i sogni
sudici di gin e whisky
sputando in faccia alla vita
come fosse una puttana.
Mi perdono,
per tutte le volte
che allo specchio sorridevo
ad un io contraffatto,
ubriaco di vendetta
verso la vita,
e chiedo perdono
alla vita stessa
che ho appesa ad un cappio
in una camera d’albergo...
stanza numero ventuno...
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