Articolo quinto... chi cià er dito ha vinto

Se sa che, l’itagliano, pe’ li gesti,
è er mago indiscusso, assoluto.
Li sfoggia, nun je servono pretesti,
vanta co’ boria l’arfabbeto muto!
Nun sempre, a vòrte, ciò che popinamo,
cià la radice giusta, l’accezzione,
pure quer dito medio de la mano
in de ‘sto caso nun fa eccezzione.
Ner Medioevo, spesso, succedeva
che a pagà pegno, era de sovente,
l’esercito sconfitto che perdeva...
e chi vinceva era prepotente!
La milizzia d’arceri, sgominata,
veniva privata, sotto assedio
e impietosamente mutilata
der terzo dito, proprio quello medio.
Così, li vittoriosi, un po’ pe’ sfreggio
mostranno a li sconfitti er dito arzato,
facevano capì che, loro, er medio...
ancora ce l’avevano attaccato.
La freccia senza dito nun se scocca...
e chiude ‘no spirajo sur futuro.
Quer gesto travisato a mezzabbocca
spesso è scambiato pe’ un vaffanculo!
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