Il ritorno
In un giorno qualunque
di questa calda estate
sono seduta,
mi accoglie un tavolo all’ombra di un albero.
Non so che albero sia,
non ho trovato il tempo
di vedere bene chi mi da ombra, ossigeno e frutti.
Forse un tempo si.
Ero giovane,
pronta davvero a esplodere.
Tanto da dare,
tanto da fare,
tanto da crescere e amare.
Ma ora no.
Scrivo su un foglio la mia vita.
Pagine .
In molte di esse macchie d’inchiostro,
parole cancellate
da lacrime dolci e amare.
Non so,
mi sembrava calma la giornata, uff... che modi questo vento del nord.
Ho mollato la presa
e il foglio con la mia vita vola e vola e vola lontano.
Lo rincorre una donna
che non è più dentro quel foglio.
Corri corri,
acchiappa, acchiappa.
Inutile.
È finita in fondo al mare, lì l’onda ingoia .
Il tempo è fuggito,
rimescolato, impastato.
Acqua e cemento .
Indurito .
Ci cammino sopra ma non posso riprendermelo .
Niente potrebbe
ridarmi la vita e l’animo d’un tempo.
Nemmeno in materia o in briciole, nemmeno in atomi di resurrezione tecnologica.
Una voce al telefono.È lui.
Ci muoio dentro con l’angelo
dell’angoscia .
Torna per loro,
padre amore,
rinasci dalle ceneri come la fenice.
Io però non esisto.
Morte e resurrezione.
Io sono già morta e resuscitata e
nella rinascita
ho affidato al vento quel foglio risucchiato dalle onde ormai diventato pietra.
Su quella pietra ho scritto parole che leggerà solo il futuro.
Non so quando.
©
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