L’apparenza inganna
"Ve giuro, Vostro Onore, er mio cliente,
nun è gnentartro che un generoso,
filantropo, de core, impenitente,
forze pe’ certi verzi prescioloso!"
"Indipercui, lei, vorebbe di’
ch’è stato un gesto guasi impurzivo...
’na voce che te obbriga a ubbidi’
e che stramuta er bono in cattivo?"
"Esatto, Vostro Onore, proprio questo,
’na sorta de coscenza bellicosa
che spigne soprattutto l’omo onesto
a compie quarzivoja brutta cosa!"
"Così, ascortanno ‘sto Grillo Parlante,
er nostro imputato abbindolato,
ce potrebbe ave’ l’attenuante...
poiché a le prime armi cor reato!"
"Sor Giudice, je dico: nossignore!!
Er tabbaccaro, in più, è recidivo
p’ave’ scippato pure un fumatore
sarvanno l’antri dar fumo passivo!
Der resto, sur bijetto incriminato,
ce stava scritto chiaro: GRATTA & VINCI...
lui l’ha GRATTATO, ovvero, l’ha RUBBATO...
pe’poi vola’ ar LEONARDO DA VINCI! "
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre specialissimo il tuo vernacolo. (Silvia De Angelis)
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