Madre mia
Madre mia
manchi
in queste ore sospese
mancano le tue vene
quando mi tenevi la mano,
manca quella pelle distesa
che emanava pazienza
mancano
i tuoi occhi velati
di sofferta tenacia.
Manchi
nelle parole
che sapevano curare,
ammorbidire le pene,
sminuire i tormenti.
Manchi
nei gesti
cosi teneri e semplici
fatti di radici e memoria,
cuciti sulle ciglia
con quell’ago
che hai tenuto tra le dita
di stagione in stagione,
nei risvegli scossi
dalle civette,
nei tramonti
impastati di lividi.
Madre mia
cosa farei per riaverti qui
per annusare ancora
il tuo profumo buono
tenuto tra costole e cuore.
Madre mia
veglia su di me
che ancora
devo imparare a vivere
e a morire.
©
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L'autore
Italia
Sono Luciana Latini ho 55 anni e insegno in una Scuola Primaria da più di 36 anni. Fin da piccola ho avuto modo di esprimermi con la recitazione e le rappresentazioni teatrali paesane e amatoriali. Dal 1980 ho ricoperto il ruolo di protagonista femminile nel musical “Forza venite gente” replicato per più di 15 volt
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