Sbiadite copie senza fine
Irretito
dall’inganno
delle Ore
che
in sbiadite copie senza fine
frammentano
il mio essere
intere sequenze di vita
in anticipo
assurdamente
consumo.
Ad altre
già trascorse
e
d’ogni afflato vitale
ormai private
la mia divina attenzione
morbosamente
concedo.
E’ così
che la Dimenticanza
si palesa
è così che perdura.
Radicata
illusione
di non essere più
ciò che
questa umana memoria
come ricordo
gelosamente conserva
e
di non essere
ancora
ciò che
l’animica potestà
di
"ricordare" il futuro
instancabilmente
mi mostra.
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho letto con piacere. I miei saluti (Francesco Rossi)
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