Un inverno a luci spente
Salvo Learco Angrisani
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C’è stato un inverno arrivato all’improvviso
che ha gelato anche le parole,
ed io tremavo dentro un freddo
che non mi faceva respirare.
Notti senza sogni da sognare,
mattini senza risveglio,
occhi spenti che tessevano l’addio,
anime inzuppate di paura,
volti frantumati arresi alla stanchezza.
Ancora dopo anni, al calare della notte,
ci sono istanti nella memoria,
dove il suono di ruote arrugginite
schiaffeggia la mente,
ed io piango, sfilacciando la paura,
con gli occhi spalancati come un sipario
sopra un palcoscenico vuoto,
con le orecchie tappate per non sentire
le grida dei soldati ubriachi di vendetta,
o forse di pazzia e carichi di odio.
Se solo potessi zittire il dolore
che riecheggia sugli ombrosi
scogli della memoria,
cullare tra le braccia
lo strazio di voci rotte dal pianto
in quelle notti senza speranza.
Se solo potessi, mi strapperei gli occhi
e li darei in dono a chi non vuole vedere,
a chi non vuole imparare
che il valore della vita
appartiene a tutti,
sia all’uomo che all’animale,
che non spetta a nessuno
decidere a chi togliere
e decidere a chi dare...
ricordiamolo questo,
per non dimenticare...
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Salvo Learco Angrisani
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