L’urtima foto
Lo poi chiama’ destino, sorte, fato...
inesorabbile fatalità.
Spesso t’azzanna e te leva er fiato
è tutto scritto nun poi cancella‘!
Così che, ‘sto bojaccia in carzamaja,
mantello nero e guanti de velluto...
comprice’ ‘na grandine a mitraja,
s’ è esibbito in un varzer muto.
Sopra li tetti de la Roma bene,
ner mezzo de ‘na pioggia intermittente,
puzza de zorfo mista a cherosene...
s’ affaccia testasecca impenitente!
Se gioca, ‘sta regazza, la partita
su’ na scacchiera in vetro trasparente...
poi, co’ ‘no scacco matto... giù la vita
pedina de ‘no schema ricorente.
Sanguina er core chiuso ner dolore,
esprode, purza, guasi squarcia er petto...
piove su Roma, spento er rifrettore
asciuga er pianto un artro fazzoletto!!
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre avvincenti e spiritosissimi i tuoi versi (Silvia De Angelis)
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