Fame d’amore
Tu mi dicesti che perché in apnea
ognun mi trova di amor sentire,
vengo da lor scartato, e ch’è sia causa,
quella tremenda angoscia che io provo,
ch’effetto di tal pena e tal dolore;
Ma il mio cor fu fatto per amare,
vorrebbe le tue braccia e il tuo disìo,
così come altrettanto e forse più
sentii in me avvampar per altre Muse
la mia passion nei miei passati giorni.
Ma tale stretto e rincorante abbraccio,
o mia Immortale Amata, mai in dono
io ebbi, e a me negato sempre fù.
Si che a te non desti maraviglia
che di quel nutrimento sì digiuno
io provi sì insaziabile la fame.
O dei miei lumi accecante luce,
a me porgi il tuo cuore e la tua speme
con te accanto, alcuna cosa teme
lo spirto mio, né alcuna temerai
©
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