A come abbaglio
Completa è l'assenza
di un motivo vero,
che giustifichi certo
quel folle ardore
per il vile desiderio,
ovunque sbandierato
nel dare sostanza
al mancato obiettivo,
perso nel sentiero
d'un brivido passato,
gonfiato da parole
che un mare non tiene,
restando ad osservare
tutte quelle forme,
affidando all'attesa
la sua dote migliore
come sola speranza
d'un falso impostore
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Commenti (1)
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D
Daniele Piredda25 gennaio 2008
Ci leggo tutta la rabbia di un pubblico costretto ad essere spettatore di promesse vane mai realizzate e di vuote giustificazioni riempite da paroloni e di nuove promesse legate al tempo, ad un pazientare a oltranza mentre quegli stessi enormi bocconi continuano a mangiare intorno fino a stringere un cerchio sempre più piccolo, sempre più risicato intorno allo stesso spettatore che sente già i primi morsi su di se. Una poesia ribelle molto attuale e tanto condivisa.