Le due facce di un narratore
Sotto una coperta
di stelle e pianeti
gli angeli han ripiegato le ali
spargendo riccioli d’oro
sopra guanciali fioriti.
Furtivo lascio il loro regno
luogo di principesse e cavalieri
di cerbiatti ed unicorni
iniettati nei loro occhi
dalla voce di un narratore
ormai avvezzo alle fantasie.
Mi accoccolo vicino a te,
sorridente accusatrice,
colpevole e arguto imbonitore
venditore di mondi fiabeschi
propinati all’indifesa innocenza.
Ma che ne sai tu, cara?
Se racconto o no l’illusorio?
Non senti il sibilo del vento
o qualcosa che somiglia ad un lamento?
E quei rumori stridenti
dal giardino provenienti?
Ah, adesso hai paura e...
ti stringi a me tremante.
E se fossero malvagi soggetti
Che camminano sfiorando i tetti?
Ti fai sempre più vicina
cercando rifugio in me.
Calmati ora, non temere,
non badar al fruscio delle tende
c’è il tuo impavido che ti difende.
Pronto a sfoderar la spada
e poi in groppa al fedel destriero
sconfiggeremo le remore e
nel cielo galoppando
giungeremo incolumi e raggianti
in quella terra senza confini
ove il sole splende alto
anche a mezzanotte.
©
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