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Riflessioni 27 gennaio 2008 · lettura 1 min · 1076 letture

Il mio albero

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Filippo Marzii 28 poesie pubblicate
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Fumo e cenere, sangue e morte, odio e pianto. Raccapricciante è l’album di foto concepito dalla ferocia, dalla colpa dell’uomo. Le grida che avete ascoltato voi che avete memoria squarciano le mie orecchie. L’orrore che avete visto insanguina i miei occhi. Lo strazio del vostro cuore marchia a fuoco il mio, che non c’era e che lo scempio non ha vissuto. E’ questa l’eredità che penetra nel mio albero, che mai indifferenza potrà lavare e che con l’innata forza della speranza, innesto nei rami nuovi che ho generato.
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C’è sempre un genocidio in atto in qualche parte del mondo. E non c’è bisogno che sia un anniversario a ricordarcelo. Perché è adesso. Per il giorno della memoria, nella memoria del nostro albero genealogico.

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Filippo Marzii
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Commenti (1)

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Paolo Ursaia27 gennaio 2008

Versi malinconici, piani, pieni di realistico raccapriccio. Impegno, sdegno. Poesia dura, ma necessaria.