Il mio albero
Fumo e cenere,
sangue e morte,
odio e pianto.
Raccapricciante
è l’album di foto
concepito dalla ferocia,
dalla colpa dell’uomo.
Le grida
che avete ascoltato
voi che avete memoria
squarciano le mie orecchie.
L’orrore
che avete visto
insanguina i miei occhi.
Lo strazio del vostro cuore
marchia a fuoco il mio,
che non c’era
e che lo scempio
non ha vissuto.
E’ questa l’eredità
che penetra
nel mio albero,
che mai indifferenza
potrà lavare
e che con l’innata forza
della speranza,
innesto nei rami
nuovi
che ho generato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paolo Ursaia27 gennaio 2008
Versi malinconici, piani, pieni di realistico raccapriccio. Impegno, sdegno. Poesia dura, ma necessaria.
