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Riflessioni 30 gennaio 2008 · lettura 3 min · 942 letture

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Michaelsanther S 2586 poesie pubblicate
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Nel giardino a misura della mia mente confusa con un’ortensia che contendeva la scena a una rosa insidiata anche da un’edera che quasi arresa prometteva battaglia in autunno, un merlo passeggiava nel fogliame fitto con ombre che per lui dovevano sembrare labirinti conosciuti dei quali servirsi per sfuggire all’indole maligna di certi umani che annoverano trofei di caccia coperti addirittura dal contesto della parola... SPORT... Di tanto in tanto accompagnava sottile canto con movenze simili a quelle di una donna che cerca di riallacciarsi a nobiltà passate e con discrezione ma non troppo percorre strade di una Parigi odierna in lotta col suo charme sul degrado di un progresso trebbia d'anime allineate come spighe di grano In dormiveglia simile a quello di un vecchio affaticato in esubero di saggezze e non sa a chi trasmettere poco distante un gatto nero col pelo lucido e sensibile, quasi a percepire lamenti che trasportava il vento e che ogni tanto sembrava vorticare e arroventarsi nell’aria che raschiava gole nelle fatiche dei respiri Il felino con un colpo di ciglia in un tempo quasi nullo fece un fotogramma alla vita precaria e riportò negli occhi subito la scena consumata dell’agguato infatti con un balzo... e le ali nella bocca si posero come una croce nera che tenta di schiodarsi mentre alcune piume in una danza macabra presero il volto di illusioni di vita che sconfinano in certezze Dopo aver misurato la morte, il gatto abbandonò la preda e a tal punto spontaneo mi venne da chiedergli ...perché l’hai fatto se ti avevo appena dato da mangiare in abbondanza? S'aggiustò la bocca da fatiche della morsa e... oh! mio Signore... voi venerate feste da millenni per legarvi alle radici e vi servite di foto e scritture invece noi la storia la scriviamo nel gioco di morte e nei lampi degli occhi Capìi che quella vita abbattuta che mi ispirava armonie, per l’animale era semplice lettera nelle pagine da scrivere nel lungo fiume della vita che passa di morti in morti per tendere l’infinito filo della memoria... - Da: Voci dall’Inferno
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Commenti (1)

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Nellabernardi30 gennaio 2008

Sono infinitamente belli questi pensieri, questo viaggiare in profondo oserei dire quasi in una visione sotteranea per poi condividere la luce di queste parole