Sterrati d'anima
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Cosa rimane alla fine se non la delusione per il tempo sfumato in fretta tra le ombre di un passato che forse cerchi ancora tra le parole sotto le stelle di illogici cammini che adesso sembrano le uniche certezze... cambia stile ma nn cambia la bravura e l'unicità dell'autrice nel comporre le sue opere.
Struggente il ricordo di un'amicizia che nell'autrice ha lasciato un vuoto incolmabile e dove, lo stesso, viene descritto con versi infinitamente belli.
Dal titolo, all'egregia strofa di congedo, questi versi scorrono nel lettore, quanto sentimento... davvero conquistato da stile e tema trattato.
La leggiadra illusione negli anni dai passi svelti e urgenze da stimare in dilatate eternità fugaci. Ma questi anni lasciano il posto ad altre finzioni dal passo più arrancante e fiato corto.Intenso lo smarrimento finale quanto il rievocare anni col cielo a portata di mano e questo grazie alla conclamata maestria dell'Autore che sa inanellare versi intensi in un comunicare denso, supportati da lessico elegante in cesellata musicalità meditativa. E' una meraviglia di poesia, questa! Chapeau!!
Un linguaggio piano, alla ricerca dei recessi più intimi dell'anima... poesia da meditare.
un continuo voler affermare che nella vita non sempre ciò che si nota è parte di te, l'esperienza insegna e a volte soffrendo si perdono affetti che si credevano indissolubili che lasciano un vuoto incolmabile... poesia che invita alla riflessione
davvero notevole, pian pianino svela ogni impressione dal primo all'ultimo verso, donando una chiusa emozionante.
Una poesia di grande intensità e bellezza, un'intima esplorazione dell'anima a rievocare momenti che sembravano eterni... molto sentita
Una poesia dai toni dolci e malinconici pervasa dal richiamo nostalgico ad attimi intessuti di gioia e affetto ormai perduti che hanno acceso e dipinto di luce i recessi più intimi dell'anima e ora ne graffiano e ne sciupano irreversibilmente i colori... versi che fanno riflettere, in cui ciascuno può specchiarsi e riconoscersi nel proprio quotidiano, sofferto e precario sentire che talvolta si illude di sfuggire e sottrarsi al disorientamento interiore derivante dall'inalienabile condizione umana di solitudine. Bellissima l'immagine racchiusa nel monito finale che ben evidenzia la fatica ma anche il bisogno ostinato di risalire e di colmare quel vuoto d'esistenza che sembra succhiare ed estinguere preziosi riflessi di vita






