Astratto XXIV
Non cantan gli usignoli sull’ala scarna,
né in viale fioriscono gli araguaney maestosi,
ché gli sguardi non giungono ai propositi
vanitosi, là dove la rovina la sua miseria scarna.
.
L’orizzonte grigio che la luce ci incarna
rivela il vuoto, uno spazio di affanni pietosi,
trovando solo macerie, senza i canti gioiosi
del futuro che la speranza non disarma.
.
La croce degli umili! È acuto il dolore,
poiché si guarda, nelle piazze più severe,
la cruda piaga nel cuore del servitore.
.
Giace la dignità tra vane chimere,
tra muri abbattuti e un amaro fervore,
il popolo che resiste alle avverse maniere.
.
ABSTRACTO XXIV
.
No cantan los turpiales en el ala pobre,
ni en la avenida florecen los araguaneyes,
pues ya no alcanzan las miradas sus leyes
donde la ruina su fealdad descubre.
.
El horizonte gris que al sol cubre
revela un triste espacio donde creyes,
hallando escombros y sin ver convoyes
del futuro que al fin la esperanza abre.
.
¡La cruz de los humildes! El dolor es alto,
porque solo se mira, en sus plazas duras,
la crucifixión que en su alma siente el siervo.
.
Yace la dignidad sin alzar un salto,
entre ruinosos muros y amargas fisuras,
el pueblo que resiste con el puño enhiesto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!