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Famiglia 6 gennaio 2026 · lettura 3 min · 1 letture

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annalisabacciocchi 1 poesie pubblicate
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Non mi hanno mai fermata con le mani. Mi hanno regolata. Come si fa con un orologio che corre troppo e deve imparare a rallentare. In casa mia l’amore aveva istruzioni precise: quanto sentire, chi scegliere, fin dove spingersi senza alterare l’ordine. Ogni emozione fuori asse veniva riportata in riga con la parola dovere. Sono cresciuta sotto una pressione costante, quella che non fa rumore ma cambia la forma delle cose. Mi hanno insegnato a piegarmi senza spezzarmi, a sorridere mentre stringo i denti, a chiamare prudenza la paura di essere me stessa. Poi sei arrivato come arriva una marea che non chiede permesso alla costa. Non per travolgere, ma per ricordarmi che il mare non si addomestica. Ti hanno osservato come si osserva un difetto nel vetro: cercando la crepa, ingrandendola, convincendosi che prima o poi tutto si romperà. Hanno dato alla tua fede il nome di una minaccia, alla tua origine quello di un errore da correggere. E io, nel mezzo, con il petto pieno di parole trattenute e la mente stanca di difese. Ogni volta che ti sceglievo dovevo perdere qualcosa: approvazione, pace apparente, l’illusione di essere al sicuro. Mi dicevano: “Stai attenta.” Ma non mi hanno mai chiesto a cosa stavo rinunciando per restare conforme. Così ho iniziato a sgretolarmi in punti invisibili: le notti, le decisioni rimandate, la voce che si abbassa prima ancora di parlare. Andavo avanti funzionando, non vivendo. Con te, invece, non devo funzionare. Posso incepparmi, posso tremare, posso non sapere. Il mio cuore non è un problema da risolvere, ma una presenza che esiste senza dover essere giustificata. Sono combattuta tra la fedeltà che mi chiedono e quella che devo a me stessa. Perché deludere loro significa rompere un’immagine. Ma deludere il mio cuore significa perdere contatto con ciò che sono. Ho capito tardi che l’amore non è disordine, è verità che non si lascia ridurre. E che a volte la scelta più difficile non è andarsene, ma restare intera quando tutto intorno ti vuole più piccola. Forse non sarò la figlia che rassicura. Forse smetterò di sembrare facile da capire. Ma non accetterò più di essere compressa fino a non riconoscermi. Se oggi scelgo l’amore non è contro qualcuno. È a favore della vita che ancora pulsa in me. E se l’amore vince, non è perché grida più forte, ma perché resiste a chi prova a ridurlo a qualcosa di accettabile. Io non voglio essere accettabile. Voglio essere vera. E questa, finalmente, è una scelta che mi somiglia.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Questa poesia nasce dalla necessità di raccontare la pressione invisibile che accompagna la crescita tra regole e aspettative altrui. Parla della scelta di restare fedeli a se stessi e all’amore, anche quando tutto intorno spinge a ridursi. È un gesto di rivendicazione della mia voce e della mia autenticità.

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L'autore
annalisabacciocchi

Le mie poesie nascono da una vita che non ha mai avuto nulla di facile. Ho conosciuto il dolore che piega, la solitudine che pesa, i pregiudizi che segnano e gli ostacoli che sembrano insormontabili. Ogni ferita, ogni caduta, ogni momento di sconforto ha trovato forma nelle parole che scrivo, trasformando la sofferenza

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Commenti (1)

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Berta Biagini17 marzo 2026

Vissuta e rivissuta, compresa in ogni sua piccolezza, quanto basta per non sentirsi più soli quando il mondo pare accanirsi su di noi – sì, guai darsi per vinti – pensare con il nostro cervello non dovremmo mai pentircene.