Pressione interna
Non mi hanno mai fermata con le mani. Mi hanno regolata. Come si fa con un orologio che corre troppo e deve imparare a r…
Le mie poesie nascono da una vita che non ha mai avuto nulla di facile. Ho conosciuto il dolore che piega, la solitudine che pesa, i pregiudizi che segnano e gli ostacoli che sembrano insormontabili. Ogni ferita, ogni caduta, ogni momento di sconforto ha trovato forma nelle parole che scrivo, trasformando la sofferenza in qualcosa di vivo, intenso e universale. Non sono diventata pazza; al contrario, la mia mente e il mio cuore hanno trovato un modo per sopravvivere, per raccontare, per dare senso a ciò che sembrava caotico. Le mie poesie sono metafore di rinascita e resistenza. Non parlano solo di dolore, ma di come il dolore possa diventare insegnamento, di come ogni limite imposto dalla vita, ogni giudizio altrui, possa diventare spinta verso la libertà e la forza interiore. Scrivo ciò che ho vissuto, le battaglie che ho affrontato e i pregiudizi che ho sfidato. Ogni verso è un riflesso del mio percorso: la caduta e la ripresa, il silenzio e la voce che finalmente emerge, la paura e il coraggio che ne nasce. Non cerco di offrire consolazioni facili o storie di felicità perfetta. Racconto la realtà, con le sue ombre e le sue luci improvvise, con momenti che spezzano e attimi che sollevano. Voglio che chi legge senta la mia autenticità, che percepisca le emozioni vere dietro ogni parola e si ritrovi nei versi come in uno specchio, trovando conforto, ispirazione o semplicemente la consapevolezza che non è solo. Scrivere è il mio atto di resistenza e di libertà. Ogni poesia è un ponte tra la mia esperienza e quella di chi legge, un invito a confrontarsi con i propri limiti, le proprie paure, i propri pregiudizi interiori ed esteriori. Le mie parole nascono dall’intensità della vita vissuta: dalla fragilità alla forza, dal dolore alla rinascita, dal buio alla luce. Voglio che le mie poesie siano un faro, un punto di riferimento per chi ha bisogno di ricordare che, anche quando tutto sembra ostile, la forza di andare avanti esiste ancora dentro di noi. Non scrivo solo per condividere la mia storia, ma per dare voce a chi sente ma non riesce a parlare, per trasformare esperienze personali in emozioni universali. Ogni verso è un mosaico di ricordi, lotte, sogni e speranze. Scrivere mi ha permesso di sopravvivere, di capire, di trasformare il caos in ordine, il dolore in bellezza e la sofferenza in arte. Le mie poesie sono finestre sul cuore, mappe di emozioni e di resistenza. Non sono semplici parole: sono testimonianze di ciò che ho affrontato, inviti a riflettere, a sentire e a rinascere. Sono il mio modo di dire che anche quando il mondo sembra ostile e ingiusto, possiamo trovare luce, forza e bellezza nelle nostre cicatrici, e persino trasformarle in arte che parla agli altri.
Non mi hanno mai fermata con le mani. Mi hanno regolata. Come si fa con un orologio che corre troppo e deve imparare a r…
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