Il disoccupato
Terrore il sole
illumina l’imbarazzo
di domande indiscrete
su pseudonimo
garzone di carcassa
che aspetta di riprendersi
la vita da volti indagatori
impostori di pietà
investigatori di difetti
giudici a cottimo
Tra numeri stesi all’ingordigia
di massificazione
famelica del consumo
sei inciampo di virgola
a rompere le cifre
Per i benpensanti
anima è solo miccia d’ozio
cellula impazzita da estirpare
e tu granchio a marcia avanti
in passo normale al contrario
t’allontani,
sfaticato è il marchio
e flebili preghiere
servono solo ad annullare
lo scudo in difesa
a frecce velenose
schioccate da bocche al miele
Porcello in esubero
a capezzoli di scrofa
aspetti un biberon del destino
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia12 febbraio 2008
Dura, aspra, sarcasticamente amara, e molto vera. Una denuncia, a denti stretti. Molto piaciuta
