Prigioniero politico
Parole sinistre assaltano la mente,
i colpi incidono la loro legge nel corpo.
.
Fuggo dalla tortura quotidiana,
dalla violenza che non dorme,
dall’abuso che addestra la paura,
e mi ripiego in me stesso:
cella dentro la cella.
.
I sensi si ottundono,
la memoria si frantuma,
il nome, il mio nome,
comincia a svanire.
.
Qui il tempo non passa:
impara a punire.
La prigione non rinchiude l’uomo,
lo sfigura.
.
Quando esco,
i volti che mi attendono
non mi appartengono più.
.
PRESO POLÍTICO
.
Palabras siniestras asaltan la mente,
los golpes escriben su ley en el cuerpo.
.
Huyo de la tortura cotidiana,
de la violencia que no duerme,
del abuso que educa al miedo,
y me repliego en mí mismo:
celda dentro de la celda.
.
Los sentidos se embotan,
la memoria se quiebra en fragmentos,
el nombre, mi nombre,
empieza a borrarse.
.
Aquí el tiempo no pasa:
aprende a castigar.
La cárcel no encierra al hombre,
lo desfigura.
.
Cuando salgo,
los rostros que me esperan
ya no me pertenecen.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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