Remare contro il vento
Mulán cammina sull’argilla antica;
la terra pulsa sotto il suo passo.
Non è polvere: è tempo che respira
con voce oscura e alito d’origine.
.
Sotto i suoi piedi si destano i sentieri
un tempo attraversati nel silenzio;
la guerra ancora mormora nelle ossa
come un tamburo lontano che non tace.
.
Porta con sé un bagaglio senza peso,
cenere lieve attorno all’anima;
gli anni non abitano le mani,
ardono quieti dentro il sangue.
.
Depose la spada accanto al fiume immobile,
credendo di lasciare anche la ferita;
ma ciò che l’anima apprende nella lotta
rimane acceso sotto la pelle.
.
Tentò di addormentare il dolore tra foglie secche,
chiuderlo nello scrigno dell’impossibile;
ma la memoria, acqua paziente,
ritorna sempre al corso che la chiama.
.
L’acqua non ferisce quando trabocca:
reclama soltanto il proprio fluire.
Così la vita chiama dall’interno,
bussando a porte invisibili.
.
Si ferma. Ascolta. L’aria vibra.
Tra il petto e il cielo si tende un filo.
Solleva il volto in gesto raccolto:
non cerca l’altezza, la risveglia in sé.
.
Non è più la guerriera a respirare,
ma la donna che ritorna al proprio nome;
l’armatura cade come memoria
e il vento riconosce la sua vera forma.
.
Qualcosa si apre, non il cielo, ma lei;
una preghiera muta si solleva.
Le ombre che la tennero a lungo prigioniera
diventano nebbia sull’orlo dell’aurora.
.
Comprende allora: ogni ombra fu maestra,
ogni silenzio una soglia attraversata;
nessuna lotta fu perduta,
nessuna ferita priva di senso.
.
Dentro di lei germoglia un nuovo segno,
un sentiero non inciso dagli uomini,
ma dalla coscienza che si accende:
sorgente senza età dove l’essere beve
del proprio fluire per rinascere.
.
Respira a fondo. Ancora conosce la notte
che la lasciò senza luce né ascolto;
ma quando la radice tocca l’ombra
inizia inevitabile l’ascesa.
.
Allora si erge, rito senza testimoni;
l’antico peso cade come paglia.
Impugna il remo invisibile dell’animo
e avanza contro il vento consacrato.
.
Remare contro il vento,
non per piegarne la forza errante,
ma per apprenderne la melodia.
.
Nel profondo arde la sua guerriera,
fiamma serena che mai si spegne.
Ricorda Zhuangzi presso il fiume eterno:
chi nulla trattiene, nulla perde.
.
L’acqua scorre perché nulla possiede,
il vento canta perché non ha forma.
.
Così prosegue, pura traversata.
Ignora il porto, ma non la via:
ogni urto dell’aria la rivela,
ogni passo la rende più desto,
remando verso se stessa nell’invisibile.
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
davvero puro splendore (Pierfrancesco Roberti)
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