Donde la lluvia recuerda tu nombre
En el alféizar gris se inclina el día,
y el viento anuncia sombras en la piel;
la tarde se deshace en lejanía
mientras la lluvia aprende a florecer.
.
Los árboles se agitan sin consuelo,
desnudan su memoria en espiral,
y cae sobre la tierra, lento, el duelo
como un manto de hojas sin final.
.
Allí se sienta, quieta, sin medida,
contando las heridas del ayer;
la paz le habla en voz casi dormida,
como un latido tibio al anochecer.
.
Quisiera que la lluvia la nombrara,
lavara el rastro oscuro del dolor,
que en cada gota el alma germinara
y devolviera intacto su fulgor.
.
Cierra los ojos: vuelve aquel abrigo,
la voz que fue refugio y claridad;
amor que aún respira, aunque cautivo
del tiempo y de su dura voluntad.
.
Le escribe en el silencio de su herida,
con tinta hecha de ausencia y de temblor:
¿En dónde estás, si aún siento que me habitas,
si aún te reconstruyo en mi interior?
.
Y el nombre amado arde entre sus manos,
como cera encendida en soledad;
lo moldea en sus sueños más humanos,
lo salva del olvido y de la edad.
.
La noche cae lenta en su mirada,
la lluvia besa el rastro de su voz;
y en medio de la sombra desatada
persiste, intacto, el eco de los dos.
.
No importa el tiempo, piensa, ni la herida,
ni el peso de los años al pasar;
si en lo profundo intacta sigue viva
la forma en que aprendió a amar.
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DOVE LA PIOGGIA RICORDA IL TUO NOME
.
Sul davanzale grigio si piega il giorno,
e il vento porta ombre sulla pelle;
il tempo si dissolve tutto attorno
mentre la pioggia impara a far nascere stelle.
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Gli alberi tremano senza conforto,
spogliano i ricordi nel vento che va,
e cade sulla terra, lento e assorto,
un manto di foglie che fine non ha.
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Lei resta immobile, quasi sospesa,
contando le ferite del passato;
la pace le parla, lieve e indifesa,
come un battito caldo e mai spezzato.
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Vorrebbe che la pioggia la chiamasse,
lavasse via ogni traccia di dolore,
che in ogni goccia l’anima sbocciasse
restituendo intatto il suo splendore.
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Chiude gli occhi: ritorna quel rifugio,
la voce che fu luce e verità;
amore che respira, pur nel buio
del tempo e della sua rigidità.
.
Gli scrive nel silenzio della ferita,
con inchiostro di assenza e di tremore:
Dove sei, se dentro me hai ancora vita,
se ti ricreo sempre nel mio cuore?
.
E il nome amato arde tra le mani,
come cera accesa in solitudine;
lo plasma nei suoi sogni più umani,
lo salva dal tempo e dall’abitudine.
La notte scende lenta nel suo sguardo,
la pioggia sfiora il suono della voce;
e dentro l’ombra, fragile ma saldo,
rimane intatto ciò che un tempo fu luce.
.
Non conta il tempo, pensa, né il dolore,
né gli anni che si perdono nel mare;
se in fondo al cuore vive ancora l’amore
nel modo in cui ha imparato ad amare.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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