Sogno immobile
Antonietta Angela Bianco
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Sulla piazza vuota il sole si ferma,
ombre lunghe come attese senza fine,
manichini di legno guardano il nulla
con occhi ciechi di gesso e di silenzio.
Arcate rosse incorniciano il vuoto,
un treno lontano resta sospeso
all’orizzonte, fischio muto nel vento
che non muove mai le foglie ferme.
La luce taglia il muro come lama,
meriggio accecante che brucia il tempo,
cocci e lattine brillano sul selciato
simboli muti di un enigma antico.
Il guanto perso sulla panchina aspetta,
mano dimenticata dal suo padrone
e il cielo è una scatola di latta azzurra
chiusa sul mistero che non si apre.
Non c’è varco, solo questa quiete strana,
dove il reale si fa sogno immobile
e un peso lieve grava sulle cose
che tacciono con voce di assenza.
Nel vuoto fermo resta solo l’eco
di un passo che non arriva mai,
un’ombra che si allunga e non si spegne
nel silenzio che custodisce il niente.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
sempre brava antonietta (carla composto)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti21 marzo 2026
bellissima lirica versi intensi e profondi un linguaggio nobile che emoziona il cuore complimenti
carla composto21 marzo 2026
impressioni forti che portano a riflettere molto bella in eleganti versi elogio


