L’eco delle due rive
Ho visto il cielo cambiare colore
e l’oceano farsi strada tra i ricordi,
ho portato radici antiche, cariche di sole,
su terre nuove, dai confini incerti.
Un viaggio che non è fuga, ma promessa,
di chi sa che la casa è dove accendi la tua luce.
Vidi l’incanto farsi veleno e prigione,
mentre il dogma marciva ogni coscienza,
spingendo padri e figli, con il cuore in fiamme,
a cercare altrove una degna esistenza.
Fuggimmo l’abisso di un’idea perversa,
mentre la patria, nel fango, andava persa.
Mentre il mondo corre, ubriaco di vento,
su binari che puntano dritti all’abisso,
e applaude il conducente, ignaro del cemento
che chiude l’orizzonte, in un folle paradosso,
io resto a guardare, con il sangue freddo,
il film che ho già visto, il copione già scritto.
Non corro più. La mia corsa è finita
sulla roccia che sfida la tempesta.
Oggi scelgo la stabilità della vita,
divento faro, mentre la marea resta
a bagnare i piedi di chi non vuol vedere,
fermo nella mia luce, solido nel mio sapere.
Ho radici che conoscono il mondo,
e un cuore che ha trovato la sua riva.
Non c’è paura nel mio sguardo profondo,
solo la pace di chi, consapevole, arriva
a capire che l’unico vero potere
è restare se stessi, nel proprio dovere.
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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