Il risveglio dell’artefice
Marcella Usai
306 poesie pubblicate
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Non sale il germoglio
per cieca inerzia
né il marmo si fa statua
lasciandosi cadere.
L’orologio batte
i suoi ingranaggi al buio
ma non conosce il tempo
né l’alba da vedere.
Chi galleggia sul fiume della sorte
crede di nuotare
mentre l’onda lo trascina
ma la deriva non è mai una rotta
è solo una foglia concessa alla brina.
La coscienza è
una fucina nel profondo
che non s’accende
per un caso fortuito
chiede il mantice saggio del risveglio
un occhio vigile
che strappi il velo al mito.
«Accadere» è la pioggia
che bagna la terra.
«Fare» è lo scalpello
che spezza la roccia.
La volontà non cresce
nell’ombra della resa
ma nel pugno che
raccoglie ogni singola goccia.
Non siamo l’eco
di una voce estranea
ma il martello che plasma
la propria campana.
Solo chi veglia trasforma
il suo sonno in cammino
uscendo per sempre
dalla gabbia d’argilla e di vento.
©
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L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
Commenti (1)
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lucia curiale1 agosto 2026
Bellissima

