Il perimetro sacro dalla vicinanza
Marcella Usai
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Non siamo grano da gettare al vento
non siamo la polvere che si perde
sulle ciglia dei fossi.
Siamo le radici che scavano il buio
un richiamo antico di madri e di padri
che ci guardano dalle stanze del cielo
aspettando che la nostra carne
diventi il loro altare.
Una trincea di mani tese
è l’unica diga che sappiamo costruire
il confine esatto tra il buio e la luce
dove il calore di una pelle vicina
salva l’uomo dal gelo dell’esilio.
Non chiudete il sipario sul petto del poeta
non strappatelo al fango e al suo tormento
senza il peso del suo limite
senza l’abbraccio nudo dei fratelli
egli diventa una nave senza nome
un legno fradicio che si consuma
nel vuoto di una bocca senza voce.
Lasciate che la parola germogli qui,
nel perimetro sacro della vicinanza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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