Prima dell’orizzonte
Marcella Usai
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Abito l’ora come pesce nella corrente
ne avverto il peso sulle squame
ma ignoro la forma del fiume.
È la sottile illusione della vicinanza
credermi testimone solo perché sono carne
scambiare l’impronta che lascio nel fango
per la mappa dell’intero sentiero.
Il presente è una stanza rivestita di specchi
troppo vicina agli occhi per mostrare la parete.
Sono la fiamma che arde sulla cera
troppo occupata a bruciare
per scorgere lo stoppino che la consuma.
Eppure traccio le rotte del domani
su carte disegnate nella nebbia
dimenticando che il futuro non è che il riflesso
di un volto che non ho ancora imparato a guardare.
Per decifrare l’orizzonte
bisognerebbe fermare il passo
spogliare l’istante dal mio stesso respiro
e scoprire l’oggi per ciò che è davvero
un gigante sconosciuto
che mi porta sul palmo della mano.
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L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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