Risacca e ricordo
Nelle lunghe giornate levantine
il mare padroneggia onde inquiete
come i miei pensieri, caldi come
lingue di lava e così dolenti da avvolgere
la mia mente fuggevole in spire dolorose.
La visione di una vela all'orizzonte
frena le angosce prive di colore.
Lo scafo azzurro argenteo oscilla dolcemente
tra le infide acque e subito il pensiero
è là, nei flutti di ardesia sbiadita.
Gli occhi ironici e arabi
di un Principe Navigatore
conosciuto in vite precedenti
aprono le mie labbra ad un sorriso
forse ancora inquieto ma vivo.
Il maestrale di polvere e piombo
si mischia alle miriadi di perle salmastre
sollevate dalla marea ribelle e, a tratti, rabbiosa.
Nel fondo della mia anima segreta avverto
il magico e delizioso risveglio dei sensi
traditi, appagati, mai sopiti...ed io so,
voglio credere che tu sei il nocchiero
di quella barca che naviga in mare e vento liberi,
tu sei colui che trasporta senza incertezze nè paure,
lo scafo azzurro al suo porto sicuro.
Tu, vivo d'incredulità mascherata d'ironia,
possiedi la forza, la voglia e la gioia,
il cuore e il potere,
di condurre la mia mente crudele e bambina
in paradisi d'acqua mai vissuti.
Mai traditi.
©
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L'autore
Nena
Scrivo prevalentemente per malinconia. Prima di pubblicare su Scrivere, nessuno mi aveva mai letto. Son contenta così.
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