Benedetto disordine
Marcella Usai
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Densi di ricchezza i legami del sangue
e quelli scelti
non servono gabbie d’oro
a trattenere questo mio amore
mentre la luce, là fuori, si fa feroce e cambia.
In questo soffio fragile di carne e di minuti
a me basta il vostro passo
un’eco che calpesta la mia stessa cenere
la mia stessa, eterna fame di vita.
Che sia stato il sangue o il caso
quell’angelo ignoto che guida
le nostre folli, invisibili coordinate
a stringere le mie mani nelle vostre
siete dentro me come tessere
di un mosaico greco antico
pazienti nella nebbia di ombra e di memoria.
Così la notte si fa meno belva, più madre.
Non ci unisce il rumore del mondo
ma questo silenzio che trema sotto la pelle.
Quel saperci veri, soli e perduti
in questo benedetto disordine
come monete d’oro custodi, per sempre
del fondo più puro del mio pozzo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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