Sala d’attesa
Marcella Usai
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Agosto: fuori il sole è un monarca allo stremo
colato sull’asfalto in una stanchezza di piombo.
Oltre la soglia, l’orologio ha smarrito ogni quadrante
ristagna il tempo, relitto addormentato
tra pareti sature di carta ingiallita e assenzio di disinfettante.
A mezzogiorno siamo un popolo d’ombra e di polvere
allineati come reperti in attesa di giudizio.
Ognuno naviga a ritroso nei propri abissi
pellegrino forzato verso il giorno dell’incrinatura
quell’urto improvviso, il midollo che cede
il binario della vita che si spezza in un palpito.
Pesa sulla carne la nausea delle vecchie trincee
ogni volta che lo Stato preleva il suo tributo di sangue.
Poi, un incastro invisibile d’astri.
Una voce incide l’aria di nebbia
un sillabare di grazia, lieve come una foglia che cade
e due solitudini specchiate si riconoscono.
Con gesto distratto e cauto
ella sfiora la sua corazza trasparente
come chi accarezza un cristallo per sentire il battito della tempesta.
È una vertigine: il dolore, che a lungo ci ha divorato gli anni
ha risparmiato la bocca per il riso.
L’ironia si fa armatura di ferro
lama affilata contro il profumo del tormento.
Così, su rigide sedie d’attesa
due donne intrecciano ricami di calvari e bisturi
sfidando l’abisso con la grazia leggera di dame d’autunno.
Tre occhi in due, per guardare dritti l’enigma.
L’organo mutilato fiorisce in gemma
la privazione si fa promessa d’incendio.
Non più la carne offesa o la colpa del vuoto
ma un fucsia d’aurora che sconcerta la pietra
brillantini di stelle a sfidare la polvere del tempo.
«Ce l’ho», la risposta è un soffio.
E la stanza, da sempre abituata al pianto
ha deposto le sue catene
per vestirsi di luce.
©
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L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti6 settembre 2026
bellissima lirica cara Marcella mi regala una dolce amarezza che caratterizza l'atmosfera calda di sole arriva al cuore. congratulazioni.

