Ego in Arcadia
Se di Pan il flauto mi travolgesse,
in spirito d’Arcadia mi ritroverei,
fra satiri e fauni danzanti gioirei,
così che’l tempo m’avvolgesse
Poi con Demetra frutti novelli
di terra raccoglierei
e’l fiorir dei campi vedrei
e passerei giorni sì belli
Di cacciagione d’Artemide mi nutrirei,
financo di tal molto pasto mi sazierei,
fra gaudiosi boschi mi sollazzerei
e davver tanto avrei
Poi di ninfe voluttuose godrei,
fra canti e balli gioiosi,
fintanto senz’atti bellicosi
chi vuole porterei
Allor in ciò che Gea m’incoroni,
che bel dev’esser il viver senza frastuoni,
fossero anco illusioni
che restino pur tal visioni
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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