Sogno fugace
Bandito il vento
le folate dei suoi sospiri
che aleggiano incantati
nelle mie notti di veglia al mondo
e al suo sadico rammarico
Rompendo gli indugi
con le gocce di rugiada
trafelate dalle foglie
di un castano dipinto
come ritagliato nell'aria
Assonnato e stupefatto
della grandine congelata
sul giaciglio delle sue radici
Smonta il suo pudore
tra lo scricchiolio dei rami
rotti al passo di un'ombra
immortalata nella sua danza
di meraviglia ed orgoglio
Statuaria l'immagine del soffio
di un graffito di natura campestre
esercito dissolto di fantasmi e fantasie
giochi e malinconie...
Giudici del canto di speranza
morte e vanità,
abete che profuma
in questa notte di screzi e ipocrisia
Mistico il verso di vana pazzia
delle ghirlande che digiunano
indulgenti e speziate
nel dono di fugaci rimostranze
d'affetto e solennità
Addormentati i prati
di quest'incanto maestro,
veraci i suoni di una notte all'aperto
Stelle che si colorano
dei riflessi sfumati,
fiacche per l'incanto
del tintinnio profuso
tra simulacri di un destino
che vuol solo far risplendere
l'affresco di pace e morente pudore
Schernisce abile la sua introspezione
come di spirituale essenza
nello stellato cielo divino
Cruento il disegno inciso
e assaporato tiepido
nelle mancanze di nobile viltà
©
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