Senza fuga
Mendicante quel suo volto
che l'elargizione demoniaca
fece sanguinare e giustiziare,
che su del nostro ventre
s'acceca e rimembra
le insaziate e pudiche veemenze
Reazionismo del laico eco
delle notturne sapienze indigenti
e sanguina, si maschera
e incalza quel suo vestro
di sola indignata ingiustizia.
Non appaga la menzogna
né il segreto bisbiglio del ventre
materno che l'accoglie.
Rapita e violentata dagli umidi
raggio del sol fraterno
e mi bandisce lo spirito
autolesionista, e ne mutila
il tributo all'insoddisfatta
danza di questa notte.
Ovunque inasprito e dovunque
stante nella sua indole
di insana malvagità...
Cupa ed assente
mente e sgrana gli occhi
al divin maestro cruento
della nostra insaziabile viltà
©
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