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Natura 17 febbraio 2008 · lettura 3 min · 2055 letture

Rabbia primavera

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Domenic 74 poesie pubblicate
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E' presto il freddo astuto ci gela pensieri talvolta le voglie, il lungo inverno rende difficile persino la decomposizione dei cadaveri di animali che giacciono per le campagne. Parlare d'amore è difficile come andare nello spazio, e la gente lo rende ancor più difficile solo con la presenza talvolta molesta con parole inutili come tutto il contesto. No cara l'inverno non è sbagliato siamo noi che lo condanniamo affrancandogli diffetti errati, noi non lo capiamo siamo egoisti con le nostre voglie sempre più smisurate sempre più represse, siamo noi che giudichiamo senza prima giudicar noi poveri stessi e il nostro esser carogne. La primavera arriverà riscaldando unpo' i nostri corpi ma non il gelo dentro di noi rimarrà tale ed essa incolpevole non potrà far nulla. Le ragazze distrattamente incinte vedranno crescere i loro ventri al sole con gli amanti che presto fuggiranno via dopo le prime incomprensioni e si immagineranno per strada con il loro futuro figlio felici per migliaia di primavere. A me non rimane che strisciare sfiorando le vite degli altri, non rimane che far festa ad ogni matrimonio ad ogni battesimo a ogni scusa banale, non rimane che ubriacarmi brindando alla vita e alla solitudine compagne e puttane che logorano la mente già contorta in questo discostamento dal resto che mi circonda. E le solite notti con amici corrosi da voglie lecite passate a sognare a insultare qualcuno per fottere il tempo adornate da alcool e droghe di illusioni da gioco d'azzardo accompagnati da perenni erezioni che culminano a tarda notte in compagnia di donne che fanno la vita, e di tutto questo non mi vergogno, non mi vergogno di non aver una falsa morale e non mi vergogno di esser leale con quel che mi circonda malgrado il mio odio che va come un moto perpetuo, non mi vergogno di esser contrario e tutto giusto o sbagliato solo per rappresaglia. L'amore talvolta si rivela solo una meravigliosa utopia la primavera invece è quasi reale e darà una spinta anche ad un orso come me che dopo il letargo vuole conquistare il suo posto nel mondo. Ecco la rabbia che cresce che vien fuori con parole dopo una vita di lotte di barriere impietose che però mai freneranno la voglia di lottare di metter sotto questo mondo ambiguo. Cara tutto si riassume nel grande vuoto che la primavera forse contribiurà ad aumentare e noi nel cercar di dimenticarlo potremo solo far rumore per evitare il pesante silenzio della realtà. Se un giorno ci incontreremo forse scherzeremo su tutto sicuramente chiaveremo per poi maledirci a vicenda nel momento dell'addio.
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Commenti (2)

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Zima18 febbraio 2008

un testo forte, che scorre impetuoso nel silenzio dell'inverno dei cuori. molto piaciuta per il suo distinguersi dal resto, per la musicalità intrinseca, per il modo in cui si è affrontato il tema proposto... non c'è posto solo per rose e viole, sono belle anche poesie come questa! avrei evitato quel ”chiaveremo” finale... ma rientra ampiamente nello stile.

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Darkside9 aprile 2008

Incalzare quasi imperioso, sempre colorato di grigio. Bella, anche se non apprezzo a pieno lo stile e certe parti le trovo gratuite. Però ha un'atmosfera intrinseca molto forte, penetrante.