L'avaro
Ogni giorno
rinnova al cielo preghiere
all'accumulo
promette gli interessi alla morte
se al sorteggio lo pesca
e l'ignora
poi scende a patti col diavolo
e lo invoca socio in affari
Nessun amore
strappa una goccia dal ghiaccio
nel cuore
e considera la famiglia
cani al tozzo in catena
fanno buona guardia del piatto
col languore dell'osso
mentre lui finge di allenare
i denti alla carne
Non ha dolori
se non quello di veder l'anime
mendicare nel petto un raggio
di luce pensato tesoro
Trova sollievo
nell'ultimo gesto
una protesi d'oro occultata
tra labbra già secche
che alla chiusura di sguardo
s'aprono lente
mostrano un ricco sogghigno
alle tenaglie del tempo
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia18 febbraio 2008
Poesia spietata, nel tracciare un ritratto efficacissimo; molto piaciuto il ghigno finale...
