Passi d'inverno
Uno.
Sopravvivo ancora,
dentro il gelo di novembre.
Le mani
Screpolate
Si cercano nelle tasche di un cappotto
Ed è come cercare
Uno strascico di cielo
Al quale appendersi.
Le dita si trovano
E si stringono tra loro
Fingendo
Di essere meno sole.
Due.
Calpestando le foglie
Gusto il rumore
Di una vita che si spezza
Sotto le suole delle mie scarpe.
Siamo tutti compagni
Nella stessa solitudine
-figli di un dolore distante
che è il segnale di una nuova felicità amara-
E camminare ora vicino a te
È come camminare
Con un’ombra assente
Che riscalda i miei piedi freddi
Durante questo pomeriggio
Che sa tanto di inverno.
Tre.
Guardo sogni
Spezzarsi contro una parete cristallina
Che ci isola da quelli là fuori
E ne costruisco di nuovi
Più grandi e irrealizzabili.
-siamo sospesi,
oggi, tra la paura di esistere
e il desiderio di svanire-
Lentamente osservo
Una sigaretta consumarsi
Tra le tue dita bianche
E immagino che abbia lasciato
Su di esse
Quell’odore acre di bruciato
Che intacca la pelle morbida
E ancora così candida
(Un candore
che riporta ad un’infanzia
non poi troppo lontana)
Vorrei che anche le mie parole
Una volta consumate
Lasciassero sulla pelle
Un odore che impedisse loro
Di morire per sempre
Quattro.
Un tram passa
E ti porta via
Lontano,
(sei un’ombra dai
contorni troppo nitidi, perché
Io possa credere che tu non sia mai esistito)
Muori sull’asfalto
Della città sporca e
Allo stesso tempo
Luccicante sotto un sole
Gelido.
©
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