La tagliola
Beatrice Niccolai
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E ora che vestendomi di parola, sono nuda
a te il grande compito di farmi terra senza confine
e restituirmi finalmente al cielo.
Ora che sai che m'hanno stuprata la carne e il cuore
e che non ho vergogna nello spogliarmi
a te il grande compito di raccogliermi
e farmi diventare arco dei tuoi suoni.
No, io non provo vergogna
per tutti quei solchi che mostro,
insegnami a ritrovare un antico pudore
ch'è il volo di un aquilone
nel cielo violato dagli aereoplani.
Con cura, sarà tuo il compito
di infrangere la bolla di sapone dove coltivo le parole
e dove da qui divento arco
per le tue frecce.
Vestimi di te
senza ch'io me ne accorga,
magari nel sonno, perché io non fugga
in tagliole già assaggiate.
Ero una giovane cerbiatta ferita
che correva nel bosco.
La ferita evidente faceva sparare i cacciatori
ha troppo belli gli occhi, - dicevano -
perché possa morire.
Ora che non ho più la sostanza del pelo
nel tuo bosco, sii per me,
tu
la tagliola.
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L'autore
Beatrice Niccolai
Firenze, 1967 divento figlia, nel 1991, mamma. Autrice di 'sans papier - reato d'esistenza di una buona a nulla', 2006, Ennepilibri, Imperia. 2008, esce sempre per Ennepilibri, la raccolta 'gramigna' - presentazione 21 marzo 2008 a Roma in una casa accoglienza per ragazze vittime di violenze. Affermava
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