Occhi
Guardami.
Mentre continuo
arrancando
ad esistere
nelle lievi sfumature
di un cielo
plumbeo.
Sono luce
che taglia
labbra
assetate di sole
Raggio triste
tra i tuoi capelli
- corde
per trapezisti
invisibili
che camminano
in bilico tra
i tuoi pensieri.
Guardami.
Io,
che sto piovendo.
Sto piovendo
gocce d’anima
che possano riempire
i solchi
della tua pelle arida.
Tu,
solleva i tuoi occhi
immensi,
galassie di stelle
buone
che tracciano
strade sicure.
E
Guardami.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
T
Thomas2 marzo 2008
Bè, è rarissimo trovare versi così puri, così sentiti, al punto da intrufolarsi dentro gli occhi del lettore. E ci sono come delle catene che ti tengono sospeso. E guardami. Splendida poesia, splendida davvero!
M
Mela8 marzo 2008
mi piace questo tuo modo di scrivere spontaneo e sicuro come una saetta, come un gioco di impressioni e alla fine lasci sensazioni in bocca,