Neve
Quando c'era la neve,
tutto sembrava più bello,
con gli amici sullo slittino
percorrevamo lunghe piste
e nulla era impossibile.
Quando c'era la neve,
i pensieri congelavano apparentemente,
gli occhi si dipingevan di bianco
e il corpo attento, stava al caldo.
Quando c'era la neve,
le giornate estive si allungavano,
sino all'alba e oltre,
come se la stanchezza dell'adolescenza
non ci fosse.
Quando c'era la neve,
i nostri dolori si assopivano,
quel silenzio tanto atteso
diventava bisogno e delirio.
Quando c'era la neve,
la fame svaniva
e la necessità del bere
rapida veniva.
Quando c'era la neve,
anche un sol fiocco
ci conquistava e intrappolava
e infine ci spegneva
lasciandoci solo poche briciole
di quel che era.
Quando c'era la neve,
e purtroppo c'è tuttora,
alcuni padri meschini
dimenticavano il loro bimbo
che piangeva nella culla.
Quando c'era la neve,
noi non c'eravamo,
non esistevano le stagioni,
ne valori e sapori,
non esistevano più i sogni,
ne le idee e i bisogni.
Quando c'era la neve,
c'era il giorno dopo
e una lunga interminabile agonia.
Quando c'era la neve,
la vita non era mia.
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Commenti (1)
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F
Francesca Coppola4 marzo 2008
Abbastanza prosaica e pesante per la scelta di ripetere il 1 verso per ben nove volte. Il concetto è chiaro e il messaggio e profondo ma bisognerebbe lavorare di più sulla struttura!