La botola che andava su in soffitta
La botola che andava su in soffitta.
Il suo richiamo, inerte pulsazione,
traspare oggi in attimi incolore,
conchiglie sature di memorie acquose.
Iniettare se stessi dentro se’
si puo’ farlo solo da cresciuti,
che crescere e’ poi diventar ciechi
e dover cercare nuove luci.
Attendo, nascosto nell’alveolo,
L’eternita’ ottusa d’un disegno,
la cecita’, per toccare con mano
antichi oracoli accesi di futuro.
Tutto e’ conchiglia qui, tutto risale
le correnti del tempo, le maree,
e naviga queste ferite aliene
con vele in virate piu' leggere.
©
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L'autore
Davide Ariasso
Naufrago, sbarcai in Inghilterra nel 2005. Ancora qui, in limbo fra sogni contrastanti, sono cantautore part-time, cerco la dimensione esatta per un album inglese che sia pieno riflesso del mio sogno. Vorrei approdare in Italia per un disco italiano, appena conclusa quest'avventura. O almeno, questo nei miei disegni, c
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