Inno d'italia
Fratelli bastardi d’Italia
deposita feccia s’ammalia
lunghe corna sui colli
consacrati cervi e folli
-Patria farsa a gran festa
di gente calunniosa nefasta
milioni prototipi tutti uguali
occulti sporchi lerci maiali
figli di dubbi sondaggi
e d’oscuri aggiotaggi
pane nero e monnezza
consumato in scaltrezza,
popolo di finta libertà
in consumata omertà
oh! antica Italia ti amo
ci allocchi forzata all’amo,
madre di asceti e poeti
letale silenziosa a facili feti
-Cari pavoni gendarmi
deponete sconfitti le armi
la sudata difesa non vale
sono amici farsa del male
-Oh! mia bella terra
inutile ti fu la guerra
umiliata in mortale offesa
ogni giorno vità ti pesa
gaglioffi e cialtroni
sono i nuovi baroni
governanti e politici
imbrogliano eroi tisici
ingrassano, gonfiano obesi
affossano cerebrolesi
-Ti saluto sereno devoto
ai tuoi Giuda non voto,
Garibaldi in pace riposa
e mai gloria gli sia ritrosa
-Ogni giorno ti fanno violenza
e a tal male non oso clemenza
-Finisce questa mia strana lode
tra ignavi che al dolor osano ode
-Lascio pesante perdurante invettiva
che mai ci sia canaglia giuliva
e ogni danno voluto in ferita
sia dolore truce a sorda vita
a mimica di voltar sguardo
s’allontani pace in traguardo,
eterna sia pesante maledizione
allevio a mia soddisfazione
-A chi a cuor muto solo legge
senza opinione, sia pecora al gregge
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia9 marzo 2008
Dura, spietata, implacabile requisitoria, che mette alla berlina i nostri vizi, le nostre cialtronerie. Purtroppo, condivisibile. E piaciuta
O
Osvaldo Spizzirri9 marzo 2008
Il grande ”Cicerone” nelle ”Catilinarie” orazioni rivolte a ” Catilina” al senato di Roma contro il malcostume e la sua congiura, ai giorni nostri non avrebbe di sicuro fatto di meglio. Satira di stucchevoli pregi, un vero vademecum, per politici e facciendieri di tutte le risme, colpito nel segno.Peccato solo che questi signori non hanno l'udito, per sentire questo lamento, tantomeno l'acuta vista di saper leggere verita' a loro scomode. ...!
