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Sociale 9 marzo 2008 · lettura 2 min · 2431 letture

Inno d'italia

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Michaelsanther S 2586 poesie pubblicate
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Fratelli bastardi d’Italia deposita feccia s’ammalia lunghe corna sui colli consacrati cervi e folli -Patria farsa a gran festa di gente calunniosa nefasta milioni prototipi tutti uguali occulti sporchi lerci maiali figli di dubbi sondaggi e d’oscuri aggiotaggi pane nero e monnezza consumato in scaltrezza, popolo di finta libertà in consumata omertà oh! antica Italia ti amo ci allocchi forzata all’amo, madre di asceti e poeti letale silenziosa a facili feti -Cari pavoni gendarmi deponete sconfitti le armi la sudata difesa non vale sono amici farsa del male -Oh! mia bella terra inutile ti fu la guerra umiliata in mortale offesa ogni giorno vità ti pesa gaglioffi e cialtroni sono i nuovi baroni governanti e politici imbrogliano eroi tisici ingrassano, gonfiano obesi affossano cerebrolesi -Ti saluto sereno devoto ai tuoi Giuda non voto, Garibaldi in pace riposa e mai gloria gli sia ritrosa -Ogni giorno ti fanno violenza e a tal male non oso clemenza -Finisce questa mia strana lode tra ignavi che al dolor osano ode -Lascio pesante perdurante invettiva che mai ci sia canaglia giuliva e ogni danno voluto in ferita sia dolore truce a sorda vita a mimica di voltar sguardo s’allontani pace in traguardo, eterna sia pesante maledizione allevio a mia soddisfazione -A chi a cuor muto solo legge senza opinione, sia pecora al gregge ------------------
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Da:Sorrisi Pignorati

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Commenti (2)

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Paolo Ursaia9 marzo 2008

Dura, spietata, implacabile requisitoria, che mette alla berlina i nostri vizi, le nostre cialtronerie. Purtroppo, condivisibile. E piaciuta

O
Osvaldo Spizzirri9 marzo 2008

Il grande ”Cicerone” nelle ”Catilinarie” orazioni rivolte a ” Catilina” al senato di Roma contro il malcostume e la sua congiura, ai giorni nostri non avrebbe di sicuro fatto di meglio. Satira di stucchevoli pregi, un vero vademecum, per politici e facciendieri di tutte le risme, colpito nel segno.Peccato solo che questi signori non hanno l'udito, per sentire questo lamento, tantomeno l'acuta vista di saper leggere verita' a loro scomode. ...!