Emigranti 2
Si tolsero la cinghia
unta di tramando
e a legare cartoni
sospinti in grazia di vento
e si ritrovarono
orsi all’equatore
e canarini al polo nord,
il marchio fu ”emigranti”
sempre acrobati, funamboli
a far saltare dialetti
su trampoli di ruvide lingue
sopra muri precari di denti
-Impararono altri gerghi
my love... voilà...
ma si sentirono cani
fuori concorso alle razze
-Cambiarono anche gli occhi
in nuovo colore
per mimetizzare al posto, figli
-Qualcuno è tornato
in pacchi eleganti ma di legno
altri come rondini
al rimando di volo,
molti riposano sotto lettere
scosse dagli accenti
-E’ vero che Dio è in ogni posto
ma ognuno sogna riceverlo
ospite all’ultimo saluto
in terra natìa
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia10 marzo 2008
Bella, profondamente ispirata, tecnicamente solida... insomma, una poesia molto piaciuta, che emoziona.
