Biancaneve

"So' poca robba, chiusa in una busta
posso sta' fori o drento 'na saccoccia
tu sei lo schiavo... e io 'nvece la frusta
nelle serate quanno fai bisboccia!
Io t'accompagno nei momenti tristi
nun guardo 'n faccia er ricco... o 'r poverello
'n passaporto co' centomila visti...
viaggio da sola... dritta ner cervello.
Quanno se penza a quarcosa sporca
ce vie' in mente subbito er marone.
Io 'nvece che so' bianca come 'a torta
ho già sporcato 'n sacco de perzone! "
A vorte è strano che la stessa cosa
abbia doppia valenza sur binario
chi more... chi la spaccia... e chi l'annusa
...e chi se 'ngrassa er conto mijonario!
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Commenti (2)
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M
Mauro Santi25 marzo 2008
Come sempre chi scrive ci regala attimi di riflessione e nella chiusa una denuncia chiara e decisa che non lascia spazio a mistificazioni d'indulgenza verso chi sfrutta la debolezza altrui. Il tutto scritto con una schiettezza palpabile che solo il dialetto può dare.
M
Marina Como25 marzo 2008
Una poesia dal ritmo molto ben fatto con quasi perfette strofe di endecasillabi e decasillabi, per una riflessione sulla droga. L'ironia amara che la riveste ricorda moltissimo i classici stornelli romani, dove sotto l'apparente leggerezza vi sono denunce molto riflettute.