Quando la morte verrà
Quando la morte verrà,
non avrà i tuoi occhi,
non indosserà il tuo vestito più bello,
né avrà il tuo disincanto,
né la tua innocenza.
Non volerà con ali
di carta colorata,
né avrà sul volto,
l'infinita misericordia di Dio.
Ora vedo soltanto bruma,
cieli immensi di fulggine,
un mare nero che si disperde
e dissolve lidi astratti d melma.
Quando la morte verrà
non avrà le labbra di fragola
del mio bambino,
lo sguardo sgomento
del mendicante,
non stringerà tra le mani
il tuo violno,
né avrà la pietà o la luce del perdono.
Ora sento il vento, farsi gelido,
la mia voce atona, confondersi,
con le cantilene di canne spezzate,
il mio respiro asincrono,
frantumarsi nel pianto che consola,
le mie mani, scarne, sul cuore,
a percepire ancora, lontane,
le tue parole d'amore.
©
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Commenti (2)
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C
Carla Natali30 marzo 2008
Molto bella questa tua. Ho l'impressione di conoscere l'incipit (ma forse senza la negazione) . Denota molto sentimento. Particolarmente apprezzata l'ultima parte. Inquitante la tua nota.
A
Aledam30 marzo 2008
L'incipit è di Pavese anche se in senso affermativo. Il resto è originale e - a parer mio - del tutto apprezzabile.