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Introspezione 30 marzo 2008 · lettura 1 min · 1199 letture

Ode serale dell'abbraccio

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Rimmel 24 poesie pubblicate
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Fugge. E rimane solo l’opportunità di immaginare le ossa che si toccano in fragorosi silenzi. Si abbassa, lo sguardo Si abbassa fino a sprofondare nei piedi, stanchi e consumati. La vernice della sera sembra colare sulle mani, sporcandole di tramonto. Le altalene cigolano sotto il peso di aspettative e speranze tramutate in enormi buchi neri affamati - la sete secca tormenta labbra troppo orgogliose per chiedere acqua. Cosa resta di noi, chiusi- consumati- in abbracci, prigioni di bisogno che ci siamo costruiti da soli?
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L'autore
Rimmel

18 anni di parole sprecate.

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Commenti (2)

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Zima30 marzo 2008

una splendida introspezione, che nelle sue immagini quasi surreali, in alcuni tratti apocalittiche, in altri impressionistiche, lascia il lettore fermo a riflettere nell'interrogativo finale. un abbraccio istantaneo ”fugge”, ma di esso rimane il ricordo, l'opportunità di immaginarne la profondità fino alle ossa... l'abbraccio ”fugge” lasciando aspettative deluse, speranze sfumate... splendida ancora la definizione di abbraccio: ”prigione di bisogno”. ci sarebbe tanto da dire su questo testo, ma leggendolo e rileggendolo, lascia senza parole e tanta ammirazione... profondità che perfora l'anima!

fragorosi silenzi... vernice della sera sembra colare sulle mani... espressioni figurate di sensazioni astratte che prendono corpo in questa splendida poesia che incantano e incatenano chi legge