L'assenza
La mia partenza,
scandita,
dagli attimi di un nuovo mattino,
che risorge inutilmente.
La mia assenza,
evanescente nell'animo,
che mi priva del ritorno
da un lungo viaggio,
che non ricordo di avere mai intrapreso.
Paesaggi sconosciuti,
o forse rivisitati,
nel cuore e negli occhi,
dove la ragazza slava,
infelice per il nuovo addio,
mi porge la valigia vuota,
passeggero di un treno
che percorre binari d'eternità.
Non so se partirò o ritornerò,
se la mia assenza sarà parallela
alla mia partenza.
Se il mio addio o il mio viaggio,
mi porteranno verso il nulla,
o dove i sogni muoiono per sempre.
La ragazza slava,
per l'ultima volta,
mi ha mostrato il seno innocente,
e offerto nel pianto il grembo indifeso,
sussurrandomi sul volto,
disperate parole d'amore.
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Commenti (1)
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Osvaldo Spizzirri2 aprile 2008
Bellissima introspezione... vola la fantasia dell'autore realtà diverse ”disperate parole d'more” difficile da convivere... solo un uomo... sa capire parliamo di amore... questo è il problema... solo crederci... amara realtà...!!