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Introspezione 3 aprile 2008 · lettura 1 min · 4161 letture

Terra di confine

Beatrice Niccolai 85 poesie pubblicate
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Siamo come per gli oleandri, la terra di confine. Quanta fatica si annidia nel divenire senza mai percepire la linea sottile che divide il prima e il dopo dal tempo che si forma come in un utero, nella stanza. E' la fatica del chiarore dell'alba dopo lunghe notti senza stelle e un pensiero si fa clandestino come l'urlo di un'apologia d'appartenenza. Ha tende brevi come la vita, la mia stanza.
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Grazie per quanto avete scritto.
Zima, tu avevi dei dubbi riguardo la terra degli oleandri - la terra di confine.
In natura, la terra degli oleandri, non permette altra vegetazione, anche una volta sradicati, rimane terra destinata ad essere solo degli oleandri e non di altro fiore o pianta.

Claudio... la fatica dell'alba, forse a quella strofa ti riferisci. Credo sia il momento più vero di ogni nostro peggiore momento, quando l'alba si fa chiara e un tutto - fuori o dentro di noi - è da ricostruire... cercando disperatamente 'un'apologia d'appartenenza'.

Grazie Mirella per quanto hai scritto. E' forse proprio la difficoltà fra il prima e il dopo, quella linea di confine che pare un eterno ”durante” ed il prima e il dopo, i due mondi.
Quelli che ci strappano giorni, perplessità... ma che ci portano alla messa in dicussione dell'ora e della rosa dei perché... come cantava Tenco... ”Se vuoi amar l'amore non chiedere all'amore ciò che non ti può dare. ”

I versi acerbi, come dici, Rasimao, credo siano una costante nelle cose che scrivo. Quasi al ricercare l'essenzialità, o forse come i primi pianti di dolore dei bambini; sono pianti quasi primordiali ma che richiamano al senso del dolore.
E' come se tu urtassi contro uno spigolo e fossi io a percepirne il dolore dell'impatto.


Forse mi sono dilungata ma ci tenevo a ringraziarvi per i vostri preziosissimi punti di vista. Sia serena questa sera nei vostri rispettivi dove.

B.3 aprile 2008
L'autore
Beatrice Niccolai

Firenze, 1967 divento figlia, nel 1991, mamma. Autrice di 'sans papier - reato d'esistenza di una buona a nulla', 2006, Ennepilibri, Imperia. 2008, esce sempre per Ennepilibri, la raccolta 'gramigna' - presentazione 21 marzo 2008 a Roma in una casa accoglienza per ragazze vittime di violenze. Affermava

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Commenti (3)

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Zima3 aprile 2008

una bellissima composizione che gioca su similitudini originali e intense. la parte centrale in particolare, che poi è la profonda riflessione che l'autrice vuole fare e che diventa spiegazione della prima strofa, è superlativa! quanta fatica si fa nell'evolvere e nel cercare di comprendere questa strana cosa che è la vita! i paragoni dell'utero e dell'alba, che in realtà raffigurano entrambi una nascita, sono bellissimi. va letta però molte volte perché alcuni passaggi restano ostici. ad esempio nella prima trofa si dice ”siamo terra di confine” perché ”come per gli oleandri”? e anche l'ultimo distico secondo me non rende a pieno l'ieda dell'autrice... o semplicemente, sono io che non capisco...

Mirella Crapanzano3 aprile 2008

Terra di confine... tra il prima e il dopo... una poesia di grande pregio stilistico e introspettivo... si presta ad essere interpretata in maniera ampia e questo la rende accattivante, nella lettura e ne fa una perla di poesia... un esempio? la terra di confine che noi siamo, tra divinità e umanità, tra passato e presente, tra errori e successi, e la fatica che comporta questo incessante divenire... la trovo stupenda...

Rasimaco3 aprile 2008

poesia che merita particolare attenzione per cercare di carpirne tutta la bellezza che si cela in versi asciutti ed a volte anche un pò acerbi, ma che nel complesso sono stupendi.