La pineta di S. Pietro
Resto in silenzio
ascoltando il tuo respiro
in uno spazio senza terra.
Sotto di noi l’aria dei falchi
risale tiepida in attesa
di mille e mille voli.
Il gigante di pietra
getta la sua ombra
nel vuoto di un abisso
senza fondo e
il presepe delle case e delle genti,
aggrappato furtivo sulle rocce,
ridesta il mio sguardo sottratto,
dal mare dei tuoi occhi.
E’ il nostro giorno,
rubato, come sempre,
all’insidia dell’ovvio,
ricercato come oro
nel fiume sacro del tormento;
il nostro spirito in alto si libra
quasi a sfiorare le creste
di quel monte
a cercare, sospeso, la quiete
di una stagione senza foglie,
in una mattina senza voglie,
sfuggiti dalla curiosità della gente
ripariamo i danni della mente.
Laggiù si combatte
una guerra silente,
di lotte e battaglie per la
conquista d’invisibili spazi,
per la gloria effimera
di umane vendette;
fragile è il respiro
lieve è il tuo sorriso
quant’è da noi lontano, oggi,
quel mondo blasfemo, sordo
ai nostri profani orecchi.
©
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