Viottoli
Polvere e ciottoli sparsi levigati
rosario di piedi stanchi
della donna d’antico lutto,
stridula in pause a cambio di preghiere
in ritorno dal fazzoletto variopinto di campagna
alla cascina ove ceppi e fieno
sono lettere Etrusche su papiro
che solo lei nel dolore sa leggere
-Il fischio stonato d’un passero
stuprato dai rintocchi d’una campana al tramonto
sbanda il passo d’abitudine
che azzanna l’erba rigogliosa spettinata
fuori dal calpestìo
e il cuore scioglie battiti ai dubbi
-Croce a memoria di mano destra
cesto all’altra che pensiona il dondolo
carezzante ai fianchi
e si fa ala tesa a sorreggere
-Appollaiato, ridente
sulla linea del tramonto, il sole
rende mappa di un amore, le rughe al volto,
diamante al forestiero gli occhi
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Commenti (2)
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Osvaldo Spizzirri5 aprile 2008
esemplare difinizione, di un qualcosa che l'autore, diligentemente spiega nelle sue figure, gli anni, il volto di quello che siamo... i suoi ciottoli... di una figura segnata dal tempo... l'indiferenza...! versi dolcissimi... anche se molto amari per chi non capisce...!
Paolo Ursaia5 aprile 2008
Poesia preziosa, colta, piena di immagini profondamente psicologiche, curata nello stile ed elegante: una delle migliori poesie che abbia mai letto
