Argos
Alla deriva,
navigammo abbracciati,
disperati,
dove l'ignoto incombe,
in un mare rarefatto di nulla.
Anima mia!
Acque limacciose,
ci confondono,
con melense foschie,
artefatte,
che annebbiano la mente.
Tra le barche,
dal fasciame distrutto,
in chiaroscuro,
intravisti inermi,
in una spiaggia crespata,
che oscilla all'orizzonte,
creato dagli occhi,
con improvvisato artifizio.
Anima mia!
Piccole lanterne ardono.
Con misture cremisi,
colorano a tratti,
un cielo indefinito,
capovolto allo sguardo.
Invano protesi,
alla ricerca di un appiglio,
subito inghiottito dall'onda,
succubi del vuoto dell'anima,
dove non trovano posto,
il dolore e la speranza.
Amore mio!
Nel tuo disincanto che consuma,
non riesco a fermare,
il mio cuore impazzito.
Nel tuo sorriso,
sgomento d'agonia,
intravedo, ormai, naufrago,
il mio corpo esanime.
©
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